Un arcobaleno di nome batik

Tutto sui batik!

Una tecnica per colorare i tessuti, coprendone le zone da non tingere con materiali impermeabilizzanti come l’argilla, la resina, le paste vegetali e l’amido: questo indica, precisamente, la parola “batik”. Il termine deriva dalle parole indonesiane amba (scrivere) e titik (punto, goccia), a indicare ciò che si disegna.

Benché non si conosca la data precisa della messa a punto di questa tecnica, si sa di sicuro che era in uso in vari Paesi asiatici già nel settimo secolo e si può, quindi, dire che si tratti di una tecnica antica, anche se in Europa divenne nota solo a partire dalla seconda metà del 1800. Oggi è ancora eseguita praticamente nello stesso modo, su tele di fibre naturali e, in particolare sul cotone.

Nel nostro mondo creativo, i batik si sono imposti già da tempo per la loro versatilità, oltre che per le loro infinite fantasie – abbinabili in altrettanti modi – e per il fatto che non hanno un dritto e un rovescio: si possono utilizzare su entrambi i lati, senza alcun pensiero.

Se non li conoscete, provateli!

Sono perfetti per rifinire un ricamo, così come per creare trapuntine, cuscini, mantovane, sacchetti di qualunque grandezza e per qualsiasi progetto creativo dove il colore dà quel tocco in più, anche se non prevede lo stile “etnico”, perché i batik si abbinano perfettamente anche alle fantasie più tradizionali!

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