Punch Needle

Il punch needle è il trend del momento!

Oggi vogliamo parlarvi del  “Punch Needle“, (noto anche come Punchneedle, Needle Punch, e ricamo russo). Sicuramente chi ha vissuto gli anni ’70 ricorda benissimo questa tecnica che caratterizzava tutta la moda di quegli anni.

Un po’ per voglia e un po’ per necessità (le domande delle amiche di Casa Cenina sull’argomento sono ogni giorno più numerose!) abbiamo deciso di parlarvene. Potete partire da un un kit di base, gli aghi, telaietto in legno (il classico cerchietto) e un favoloso libro Punch needle che vi insegnerà meglio questa tecnica e i segreti.

UN LIBRO SUGLI AGHI PUNZONI PER CREARE PEZZI ABBASTANZA STRUTTURATI!

Oltre al materiale e ai consigli di Anisbee (consigli su tele, fili, supporti, … da usare per perforare); troverai 17 progetti creativi originali da realizzare. Attraverso la personalizzazione di un tappeto, la creazione di un cuscino, una tasca per la personalizzazione di una tote bag, ecc .; troverai progetti per tutti i livelli e stili: che tu sia più decorazione, gioielli, accessori.Troverai su ogni progetto, un foglio esplicativo, descrivendo in dettaglio le forniture necessarie, i vari punti utilizzati, come preparare la tela, la direzione del ricamo e il lavoro di finitura, … così come il capo del progetto in questione.

– Un po’ di storia –
Il punchneedle è una tecnica che nonostante sia diventata di moda negli ultimi anni, ha alle spalle una storia sorprendentemente antica. Infatti le sue origini risalgono al XVII secolo e nasce in seno ad una piccola comunità di russi ortodossi trasferitisi negli Stati Uniti.

Durante il regno di Pietro il Grande (XVII sec.) la Chiesa Russa Ortodossa visse un periodo di grandi cambiamenti che non tutti accettarono. Gli oppositori subirono una dura repressione, vennero confinati in zone periferiche della regione russa e alcuni di loro furono costretti ad emigrare in altri Paesi, meta preferita gli Stati Uniti dove formarono alcune piccole comunità piuttosto ristrette e chiuse.

Ed è proprio in queste piccole comunità che la tecnica del punchneedle, utilizzata soprattutto per creare abbellimenti e decorazioni per gli abiti, si è tramandata fino ad arrivare ai giorni nostri.

– Le basi –
Cosa serve e come si presenta il lavoro? Prima di tutto possiamo dire che non si tratta di un ricamo a fili contati ma anzi è più simile al ricamo di tipo tradizionale (quello che si realizza ad es. a punto erba, punto lanciato etc), il disegno è stampato direttamente su di una stoffa solitamente in cotone a trama molto fitta e compatta.

Si lavora dal rovescio e questa è forse la sua particolarità: il lavoro finito lo vedete soltanto voltando il ricamo. L’aspetto finito del lavoro ricorda forse un po’ quello dei tappeti con un piacevole effetto “rilievo”. Gli strumenti necessari per il ricamo sono quindi: la stoffa stampata, il telaio (fondamentale per tenere la tela ben tesa, non se ne può fare a meno), i filati e i particolari aghi (‘punzoni’ in italiano).

– Gli aghi (punzoni) –
Gli aghi sono l’attrezzo più “strano” che serve per questo lavoro. Se ne trovano di vari tipi ma fondamentalmente sono costituiti da un corpo centrale dentro al quale passerà il filo, dalla punta in metallo fornita di una cruna (dalla quale dovrà uscire il filo) e da un sistema di distanziatori che servono per determinare la “profondità” del punto che andremo ad eseguire. Quasi sempre in dotazione con gli aghi è fornito il “threader” (infila-aghi), attrezzo fondamentale per poter preparare l’ago al ricamo. Laddove non fosse fornito con l’ago va acquistato separatamente.

Agendo sulla profondità potremmo ottenere ricami con parti in vario spessore, ad esempio un fiore ricamato con maggior profondità risulterà in rilievo rispetto allo sfondo ricamato con uno spessore minore.

Gli aghi sono di 3 misure differenti, a seconda della grossezza e possono essere usati:

  •   il più fine con 1 o 2 capi di mouliné (anche mouliné tinti a mano), o con il perlé num. 12
  •   il medio con 3-4 capi di mouliné, o con perlé num. 8 (e filati equivalenti)
  •   il più grande con 5-6 capi di mouliné, perlé num. 5 (e filati equivalenti)

 

– Stoffa e telaio –

Come abbiamo detto il ricamo è stampato direttamente sulla stoffa: molti degli schemi che si possono acquistare hanno già appunto la stoffa stampata al loro interno. Altrimenti si può usare la tecnica del decalcabile per riportare un disegno di nostra scelta sulla stoffa che andremo a ricamare (un po’ come si fa per il ricamo ad intaglio ad es.).

L’uso del telaio è necessario, non si può lavorare senza: sicuramente la soluzione migliore è costituita dai classici cerchietti, sia in plastica che in legno. Scegliete con attenzione la grandezza del telaio: il ricamo che farete dovrà essere interamente contenuto nel diametro del telaio stesso.

– Filati –

Per i filati ci si può sbizzarrire, non ci sono limiti alla fantasia! Si può usare il classico mouliné, ma ci si può anche divertire con gli sfumati (ideali per sfondi, petali di fiori etc) e con i tinti a mano fino ad “osare” con i metallizzati e i filati particolari tipo i “pelosetti” Wisper della Rainbow Gallery (ad esempio per ricamare la neve).

La cosa importante è sempre abbinare il giusto spessore del filo (o il giusto numero di capi di filato) all’ago giusto, come indicato prima.

 

Bene per oggi è tutto, intanto raccontanteci nei commenti la vostra esperienza con questa tecnica, come vi ci trovate, cosa vi incuriosisce o cosa volete sapere, vi aspettiamo!!!

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